24 Ottobre 2020


VENTOTENE e SANTO STEFANO
Porta d'Europa, Isola della Pace - Città della Cultura 2019 della Regione Lazio

il Comune dell'Anno Memorabile - Insignito nel 2019 del Diploma d'Europa

Medaglia d'argento al valor civile

I Cimiteri

Il cimitero di Ventotene

Il cimitero di Ventotene si trova su una collina subito sopra il terreno dove sorgeva la Villa di Giulia. Il cimitero è singolare. Chi lo visita trova croci di legno senza nome accanto a tombe di marmo imponenti che conservano le spoglie di persone importanti per la nostra storia. Persone che hanno deciso di farsi seppellire sull'isola dove sono stati confinate e dove hanno scritto pagine significative per la nostra democrazia.

Le tombe più visitate a Ventotene sono quelle di Altiero Spinelli e di Luciano Bolis.

Altiero Spinelli nasce a Roma il 31 agosto nel 1907 e vi muore il 23 maggio del 1986. S'iscrive giovanissimo al Partito Comunista . Viene arrestato a Milano nel 1927 e viene tradotto in diversi penitenziari (Roma, Lucca, Viterbo, Civitavecchia,) fino al 1937. Viene poi inviato al Confino prima a Ponza e poi a Ventotene (dal '39 fino alla caduta del Fascismo). Tra l'autunno e l'inverno del '40-'41, assieme a Ernesto Rossi e con la collaborazione di Eugenio Colorni, scrive il Manifesto per "un'Europa libera e unita". Nell'agosto del 1943, nel pieno della Resistenza al nazifascismo, a Milano fonda il Movimento Federalista Europeo. Su sua iniziativa nel 1965 nasce l'Istituto Affari Internazionali. Dal 1970 al 1976 è membro della Commissione Europea. E' deputato del Parlamento italiano (1976) e al Parlamento Europeo (1979 e 1984).

Luciano Bolis nasce a Milano nel 1918 e muore a Roma il 20 febbraio del 1993 . Dal 1942 al 28 agosto del 1943 il Tribunale Speciale lo costringe in prigione. Liberato, espatria in Svizzera dove incontra Spinelli e Rossi , entra nel Movimento federalista. Nel 1945 viene catturato da un gruppo di brigadisti e per non rilevare i nomi dei compagni si taglia la gola. Nel 1953 viene eletto segretario nazionale aggiunto del MFE ricoprendo cariche di primo piano nell'UEF, nell'AICCRE, nell'AEDE e nell'Associazione Stampa e giornalisti europei. Nel 1964 è nominato funzionario del Consiglio d'Europa. Alla sua morte, per sua espressa volontà, le ceneri vengono tumolate accanto a quelle di Spinelli, a Ventotene.

Nel cimitero troverete un signore che per il dolore di aver perso prematuramente la moglie, oltre a presidiare la sua tomba, si è assunto l'impegno a gestire il cimitero e a costruire nella piccola cappella ivi esistente la banca del tempo. cioè la conservazione di oggetti donati dagli isolani e da scritti che saranno conservati nel tempo.

Il cimitero di Santo Stefano

Il cimitero di Santo Stefano è collocato in un luogo particolare da cui si può ammirare tutta l'isola di Ventotene che gli sta di fronte. Per raggiungerlo è necessario passare oltre il carcere, superare i caseggiati presenti subito dopo, lasciarsi alle spalle l'eliporto di recente costruzione e costeggiare il colle. Alla fine ci si trova immersi, senza avvedersene, in un campo nel quale si ergono diverse croci di legno, alcune oramai adagiate per terra e corrose dalle intemperie, dal sole e dalla pioggia. Era il luogo dove venivano seppelliti i carcerati che morivano per cause naturali e anche per cause sospette. Si diceva che alcuni si impiccavano perché non sopportavano quella tremenda segregazione, altri sostengono che alcune impiccagioni sono state prodotte dagli stessi carcerieri per eliminare persone scomode. Tutto ciò prima che arrivasse a guidare il carcere di Santo Stefano il dott. Perugatti con la moglie e i suoi dieci figli. Certamente sotto la sua lungimirante direzione certe cose oscure non accadevano.
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