26 Ottobre 2020


VENTOTENE e SANTO STEFANO
Porta d'Europa, Isola della Pace - Città della Cultura 2019 della Regione Lazio

il Comune dell'Anno Memorabile - Insignito nel 2019 del Diploma d'Europa

Medaglia d'argento al valor civile

Il Museo archeologico

Con la visita al museo, quindi ,si va può comprendere quale importanza potesse avere l’isola sia in epoca augustea, sia in generale per i traffici marittimi.
All’interno troviamo, ancore e anfore di varia origine, forma e dimensione, oltre ai reperti provenienti dagli scavi effettuati nell’area di Punta Eolo, dove sorgeva la Villa augustea.
La visita inizia con un plastico, che ripropone l’immagine dell’intera isola in epoca imperiale;
grazie al qual è possibile capire la complessità della villa, composta da più padiglioni, che vanno a toccare buona parte dell’isola stessa.
Proseguendo nel percorso, l’attenzione viene attirata, all’interno del cortile centrale, dal grande “Dolium”; anfora della capacità di 2000 lt c.ca. L’intero cortile centrale e le due successive stanze sono dedicate all’archeologia subacquea.
All’interno di questi ambienti possiamo trovare: dalle ancore litiche dette “a ciambella”, in uso sin dal terzo millennio a.C. sino, a quelle in piombo usate dai romani; dalle anfore greco-italiche V-IV sec. a.C. alle anfore dressel 1 (I sec. d.C.); e ancora : chiodi, anelli di scorrimento delle vele, parti di pompe di sentina, corni scaramantici, una “cuticola” (pietra rettangolare in basante, usata dai commercianti per saggiare il valore delle monete), tantissimi (c.ca 300 esposti) frammenti decorativi in osso per le “Klinae” (letti). Sino a giungere, per concludere la parte dedicata alla subacquea (2° sala), all’ultima sorpresa fatta dal mare, cioè, il ritrovamento di 5 relitti, integri nel carico. I 5 relitti coprono un arco temporale che va dal I sec. a.C. al IV d.C. e attualmente giacciono tra i 100 e i 140 m. di profondità. Al centro della sala è possibile vedere una campionatura degli oggetti trasportati da queste navi, e non risulta difficile allo spettatore riconoscere questi esemplari in un video che senza sosta mostra le immagini subacquee dei relitti.
Usciti dal mare, la 3° sala ci mostra, grazie all’esposizione di campionature di marmi, stucchi e intonaci, la bellezza di Villa Giulia. La Villa era ricca di marmi coloratissimi, di stucchi ed intonaci. Nella 4° sala, troviamo ancora intonaci, trai quali spicca una divinità marina, e inoltre vediamo esposti: il calco dell’Erma di Giove Ammone (l’originale è conservato al Museo Nazionale di Napoli); il ritratto in età giovanile di Tiberio. Nell’ultima sala, grazie alla presenza di plastici è possibile carpire il funzionamento delle terme di Villa Giulia e della Cisterna dei Carcerati. Mentre, sembra dominare l’ambiente, lo stemma in marmo di Ferdinando IV di Borbone, che originariamente era affisso al timpano della chiesa di Ventotene.
Verso l’uscita, abbiamo ancora da vedere una tomba del II sec. d.C. con sarcofago in marmo, e un plastico che ci mostra la piazza d’Armi (oggi meglio nota come Piazza Castello) come appariva nel 1815.


Localizzazione dell'Archivio e referenti per visitarlo

Il Museo archeologico di Ventotene si trova sotto il palazzo del Comune in Piazza Castello. Contiene molte testimonianze romane che si è riuscito a proteggere dal saccheggio fatto sul luogo doveva sorgeva Villa Giulia.
Esso conserva anche un grande patrimonio storico relativo alle navigazioni di tutti i tempi antichi e a ciò che le navi di quel periodo trasportavano utilizzando le anfore di ogni dimensione prima d'epoca preistorica e romano. questi reperti derivano da studi condotti sulle profondità del mare che consentirono di scoprire ben cinque relitti. Alle anfore si affiancano ancore di varie dimensioni. Poi si trovano resti di villa Giulia che lasciano pensare a quanto fosse ricca e lussuosa la villa, con stucchi, marmi e dipinti.
Eventi
[<<] [Ottobre 2020] [>>]
LMMGVSD
   1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031 

Realizzazione siti web www.sitoper.it