25 Ottobre 2020


VENTOTENE e SANTO STEFANO
Porta d'Europa, Isola della Pace - Città della Cultura 2019 della Regione Lazio

il Comune dell'Anno Memorabile - Insignito nel 2019 del Diploma d'Europa

Medaglia d'argento al valor civile

Le origini dell'isola

Le origini vulcaniche

La nascita dell'arcipelago Pontino si colloca tra la fine del Terziario ed il Quaternario antico ovvero da 3 a 1,3 milioni di anni fa. La formazione di Ventotene ebbe inizio circa 1.700.000 anni fa da grandissime eruzioni vulcaniche e si concluse circa 500.000 anni fa dopo un'esplosione che distrusse parte del cono del vulcano che oggi si situerebbe a un miglio a largo di Punta dell'Arco.Ventotene e Santo Stefano presentano una base lavica con rocce nere basaltiche sulla quale è deposto uno strato di ceneri e lapilli che hanno formato il nucleo tufaceo dell'isola.

Le origini degli abitanti

Il suo nome originario era Pandataria che in greco significa: "dispensatrice di ogni bene". La presenza dell'uomo sull'isola è testimoniata a partire dal tardo neolitico (4.000 anni fa)in quanto si trovava sulla rotta dell'ossidiana (materiale per la realizzazione di lame e utensili). Dalla fine del I secolo avanti Cristo iniziò la costruzione della villa imperiale augustea, con annesso un porto e una peschiera. In seguito la villa fu usata per l'esilio di esponenti della famiglia imperiale. Dopo il I secolo dopo Cristo iniziò l'abbandono dell'isola.
Nel medioevo si registra la presenza di Monaci cistercensi, alcuni dei quali mandati al confino perché indesiderati all'Ordine. Anche in quell'epoca, accanto alla chiesetta dove pregavano, c'era un piccolo carcere per alcuni di loro.
Nel 1734 con Carlo III di Borbone le isole pontine divennero patrimonio del Re di Napoli e purtroppo inizia la spoliazione del patrimonio archeologico da parte in particolare dell'ambasciatore inglese presente a Napoli. Federico IV di Borbone nel 1772 attiva il ripopolamento dell'isola di Ventotene. Trasporta sull'isola ventotto famiglie provenienti da Torre del Greco, Torre Annunziata, Ischia, Napoli, Amalfi e da Gioia del Cilento. Agli agricoltori viene dato un terreno, la casa e degli strumenti agricoli, mentre ai pescatori le barche e gli strumenti per pescare, con l'impegno che successivamente potevano anche optare per l'agricoltura. Il progetto di urbanizzazione venne seguito da Antonio Winspeare (maggiore del genio militare) e dall'ingegnere Francesco Carpi, che restò a Ventotene per vent'anni e partecipò alla costruzione del carcere sull'isolotto di Santo Stefano.

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