24 Ottobre 2020


VENTOTENE e SANTO STEFANO
Porta d'Europa, Isola della Pace - Città della Cultura 2019 della Regione Lazio

il Comune dell'Anno Memorabile - Insignito nel 2019 del Diploma d'Europa

Medaglia d'argento al valor civile

L'Area Marina Protetta

Quando nasce, le funzioni

L’AMP è stata istituita con Decreto del Ministero dell’Ambiente del 12 Dicembre 1997 (GU n° 45 del 24.2.1998).
Tra le finalità istitutive dell’Area Marina Protetta "Isole di Ventotene e S. Stefano" vi sono in particolare:
1. la protezione ambientale, la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona,
2. la diffusione e la divulgazione della conoscenza dell’ecologia e della biologia degli ambienti marini e costieri dell’area naturale marina protetta e delle peculiari caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona,
3. l’effettuazione di programmi di carattere educativo per il miglioramento della cultura generale nel campo dell’ecologia e della biologia marina, la realizzazione di programmi di studio e di ricerca scientifica nei settori dell’ecologia, della biologia marina e della tutela ambientale, al fine di assicurare la conoscenza sistematica dell’area e degli impatti derivanti dalle attività umane,
4. la promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con la rilevanza naturalistica dell’area, anche privilegiando attività tradizionali già presenti; nell’ambito dell’azione di promozione di uno sviluppo compatibile con le predette finalità, per le attività relative alla canalizzazione dei flussi turistici e di visite guidate, la determinazione della disciplina relativa dovrà prevedere specifiche facilitazioni per i mezzi di trasporto collettivi gestiti preferibilmente da cittadini residenti nel Comune di Ventotene.

La sua gestione

La gestione dell’AMP è affidata, tramite Convenzione, dal Ministero dell’Ambiente al Comune di Ventotene (Ente gestore). La gestione dell’AMP è assicurata dal Presidente, nella figura del Sindaco pro tempore e dal Direttore incaricato in qualità di funzionario Responsabile. Il Direttore è soggetto incaricato ai sensi dell’Art. 110 comma 2 Tuel come categoria D3 a seguito di idonea selezione e nulla osta del competente dicastero (Ministero Ambiente) con contratto part-time a 30 ore settimanali.
Il personale della AMP, ad oggi non è presente strutturalmente nell’Ente Gestore. Nel 2017 i collaboratori sono stati messi a disposizione da parte delle Associazioni disponibili sul territorio mediante Convenzione. A loro sono stati affidati i servizi di gestione del Centro Visite della AMP, del Museo della Migrazione e del C.E.A. Essi dipendono direttamente dalle Associazioni a cui sono stati affidati i suddetti servizi, le quali sottoscrivono apposite convenzioni con l’AMP.
Gli uffici della Direzione si trovano al piano terra all’interno della struttura comunale sita nel “Castello” borbonico al centro del paese, il Centro Visite e punto informazioni della AMP è sito al Porto Romano in via Rampe marine e il C.E.A. è localizzato in Via Olivi.

La sorveglianza nell’area marina protetta è effettuata dalla Capitaneria di Porto competente (Ponza) e dall’ufficio Locale marittimo di Ventotene, in coordinamento con il personale del soggetto gestore che svolge attività di servizio, controllo e informazione a terra e a mare. Il soggetto gestore ha realizzato, al fine di incentivare le attività di controllo e tutela del territorio della AMP, apposita convenzione per intensificare la sorveglianza con il Comando della Guardia di Finanza ottenendo così un attività istituzionale ancora più capillare e puntuale.


L'area protetta

L'Area Marina protetta si estende per un’area di 2799; ha e circa dieci chilometri di costa
.
Basta immergersi pochi istanti nelle limpide acque di Ventotene per restare incantati dallo scenario che appare davanti ai nostri occhi: spugne scarlatte che ricoprono le pareti delle grotte, gorgonie, formazioni di calcare viola e blu che appaiono come corallo tropicale, grappoli e anelli di uova di molluschi, corvine e castagnole. Frequenti incontri con grossi pesci come cernie e saraghi che si lasciano avvicinare senza paura perché non più disturbate da pescatori, vivendo in un area marina protetta. Ammirare i giochi di luce che filtrano dalla superficie, fin giù dove l’azzurro trascolora nel blu più inaccessibile. La particolarità delle immersioni a Ventotene e a S. Stefano è data anche dall’estrema varietà dei fondali: sabbiosi, con estese praterie di posidonia, con ampie pareti, grotte, archetti e anfratti. Nel mare di Ventotene è ancora possibile l’osservazione di reperti archeologici da navi affondate in epoca romana, i più significativi sono oggi custoditi presso il Museo Archeologico Comunale.
Ventotene presenta fondali caratterizzati da anfratti e recessi, favoriti anche dal processo erosivo che causa periodici smottamenti. Questa particolare morfologia, associata all’inaccessibilità da terra di lunghi tratti di costa, favorisce un ecosistema particolare in cui si riscontra grande varietà di organismi bentonici. La presenza di grotte e di franate crea inoltre ambienti sciafili a bassa profondità che ospitano specie tipiche di fondali più profondi. Nei paesaggi subacquei di Ventotene predominano colori come il verde scuro, il rosso cupo o il violetto, determinati dalla presenza di celenterati, poriferi e varie specie di alghe incrostanti. Le volte delle grotte sono spesso ravvivate dal colore arancio delle margherite di mare, qui è possibile incontrare animali notturni come polpi e murene. In prossimità delle zone sabbiose fino ai 40 metri, si estendono ampie praterie di Posidonia oceanica, una importante pianta superiore del nostro mare, in particolare per il suo “effetto barriera” capace di frenare il moto ondoso proteggendo il litorale da fenomeni erosivi. Apparentemente monotone, le praterie di posidonia sono affascinanti per la grande quantità di microambienti che offrono. Un ettaro di posidonieto è in grado di ospitare oltre 350 specie di invertebrati e pesci, senza contare le alghe e i microrganismi. In questo ambiente è facile osservare giovani esemplari di triglie o sospettosi pesci pettine, e con più attenzione possiamo individuare, semisommersi nella sabbia piccoli rombi, pesci lucertola e le tracine, perfettamente mimetizzate. La posizione dell’isola di Ventotene, distante dalla terra ferma e con un profilo che degrada rapidamente a oltre cinquanta metri di profondità, consente d’incontrare organismi pelagici anche in prossimità della costa, come grossi pesci di passo (ricciole, tonni, lampughe, lecce etc.). Anche cetacei sono stati segnalati periodicamente: capodogli (Physeter macro-cephalus), stenelle (Stenella coeruleoalba), delfini comuni (Delphinus delphis) e globicefali (Globicephala melaena). Non di rado è avvistata anche la tartaruga comune (Caretta caretta).


I fondali

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